Vivere e lavorare alle Canarie, ecco come fare per trasferirsi e trovare un impiego

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Trasferirsi all’estero per lavoro è un’esperienza meno traumatica rispetto a ciò che si potrebbe temere se la destinazione scelta è una location come Tenerife. I motivi per cui vale la pena di optare per le Canarie come meta per andare a vivere al di fuori dell’Italia e intraprendere una nuova avventura professionale sono molteplici: non solo un clima piacevole in qualsiasi periodo dell’anno e un ambiente naturale accogliente, ma anche il livello di sicurezza del Paese, di certo più elevato rispetto a quello garantito in molti Stati del Sud America o del Sud Est Asiatico. Vale la pena di sapere, poi, che la disponibilità della fibra ottica assicura una connessione a Internet stabile e veloce, mentre il costo della vita è decisamente contenuto. Per avere un’idea, si possono prendere in considerazione le quotazioni degli affitti: per un’abitazione si oscilla tra i 2 e i 5 euro al metro quadro, per un ufficio tra i 4 e i 10 euro al metro quadro e per un capannone tra i 500 e i 1.000 euro al metro quadro.

Perché scegliere di lavorare alle Canarie

Ma la lista dei vantaggi non si esaurisce certo qui, dal momento che c’è anche da valutare l’insieme dei benefici fiscali di cui è possibile approfittare. Non è difficile, allora, intuire il motivo per il quale da queste parti si sta venendo a formare una vera e propria comunità di imprenditori, complice la facilità di collegamento con il resto d’Europa. Il capoluogo dell’isola propone eventi e appuntamenti in ogni periodo dell’anno: c’è la manifestazione per l’internazionalizzazione delle imprese, per esempio, ma anche la settimana dello sviluppo dei progetti sociali, senza dimenticare la settimana dell’economia circolare e la workation. Gli stimoli, dal punto di vista professionale ed economico, non mancano di certo.

Come prepararsi per trasferirsi e vivere alle Canarie

Ovviamente lo scenario non è tutto rose e fiori, e ci sono anche vincoli e ostacoli che occorre tener presenti prima di abbandonarsi a troppo facili entusiasmi. Nelle Canarie, infatti, vengono favoriti soprattutto gli investimenti che permettono di diversificare le attività imprenditoriali: lo scopo è quello di dare vita a un ambiente che si riveli positivo per le imprese per sostenere la crescita dell’occupazione e l’aumento degli investimenti. Insomma, l’importante è che il Pil salga, ma la distanza dal continente rischia di rendere proibitivo il compito. Prima di lanciarsi nell’ennesima attività correlata al turismo, conviene sapere che i progetti considerati di importanza strategica sono quelli correlati alla nascita di nuove attività di produzione, di lavorazione e di trasformazione. Un requisito ricercato riguarda lo sfruttamento, la valorizzazione e l’ottimizzazione delle risorse messe a disposizione dalle isole (tenendo conto anche delle risorse umane).

Quale attività aprire a Tenerife

Quali sono, allora, gli ambiti su cui è consigliabile concentrarsi per lavorare alle Canarie? In linea di massima, tutti quei progetti che si focalizzano sulle nuove tecnologie avanzate, sulla ricerca e sull’innovazione, dal settore informatico a quello medico, dalla robotica alle automazioni, dalle nanotecnologie alle biotecnologie. Non vanno dimenticati, poi, i servizi per le imprese, la formazione, l’editoria, l’outsourcing, la logistica e il trading: in sintesi, tutto ciò che concerne il commercio attraverso basi informatiche e tecnologiche.

Investire alle Canarie: i settori su cui conviene puntare

In genere sono ben accette e anzi ricercate tutte le attività generiche in grado di generare o comunque introdurre figure professionali nuove. In più, le istituzioni tendono a premiare gli investimenti effettuati in attività che sono volte alla cura del territorio, alla sua conservazione e alla sua tutela, così come i progetti che riguardano le nuove energie alternative e rinnovabili. Nel complesso, per lavorare alle Canarie è consigliabile puntare su progetti produttivi che abbiano un impatto ambientale ridotto. Ciò non vuol dire, comunque, che il settore del turismo sia trascurato: semplicemente, si tende a privilegiare quella serie di investimenti che, anche in questo campo, sono improntati alla sostenibilità ambientale, alla modernità e all’innovazione.

Il limite geografico

Certo è che non si può sottovalutare la collocazione geografica delle Canarie, che è sia un pregio che un limite. Dal punto di vista commerciale, per esempio, sono favorite le attività che si basano su prodotti poco pesanti e poco ingombranti, caratterizzati da un volume ridotto e per questo facili da trasportare. Al tempo stesso, sono privilegiate e di successo le attività che generano prodotti finiti richiesti non solo dall’Europa, ma anche dall’America del Sud e dai Paesi dell’Africa occidentale.

La Zona Especial Canaria

L’accesso alla Zona Especial Canaria è decisamente ambito dagli imprenditori, anche perché permette di usufruire di una tassazione al 4 per cento. Per ottenere tale privilegio è necessario che il progetto imprenditoriale che si decide di avviare rientri nel novero delle attività strategiche che sono state individuate in accordo con la Ue. Per di più, è necessario riuscire a dimostrare che la propria attività fornisce un contributo significativo al conseguimento degli obiettivi governativi e alla crescita locale.

Chi può accedere alla Zona Especial Canaria

Solo le aziende di nuova creazione la cui sede legale e il cui domicilio siano stabiliti nelle Isole Canarie possono accedere alla Zec, ma non è questo il solo requisito di cui occorre tener conto. Bissogna, infatti, avviare un investimento per un importo minimo di 100mila euro, sia in beni strumentali che in beni patrimoniali, entro e non oltre i 2 anni successivi alla data in cui l’azienda è diventata attiva o operativa. Tale importo vale per le attività che hanno sede o che vengono svolte a Gran Canaria o a Tenerife, mentre è dimezzato – ed è quindi pari a 50mila euro – per le attività a El Hierro, a La Palma, a La Gomera, a Fuerteventura e a Lanzarote. Ancora, l’accesso alla Zona Especial Canaria è garantito solo se almeno un amministratore risiede alle Canarie.

La creazione di posti di lavoro

Le norme in vigore in questo ambito prestano una particolare attenzione anche alla creazione di posti di lavoro, tenendo presente che la sede di lavoro deve essere situata alle Canarie e che le assunzioni sono normate dalle leggi spagnole in materia. La Zec è concessa solo se nei sei mesi successivi all’inizio dell’attività vengono creati almeno 5 posti di lavoro. Tale soglia vale per le attività che hanno sede o che vengono svolte a Gran Canaria o a Tenerife; negli altri posti elencati in precedenza, invece, è sufficiente che i posti di lavoro creati siano 3.

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