Pensione anticipata fino a 7 anni per i dipendenti delle grandi aziende

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Un emendamento al decreto legge crescita che è stato depositato dai relatori di maggioranza alla Camera regala buone notizie a tutti i lavoratori che sono impiegati in una grande azienda. Chi è assunto da un’impresa con più di mille dipendenti, infatti, avrà la possibilità di raggiungere l’età della pensione fino a sette anni prima nel caso in cui si arrivi a un accordo sindacale che assicuri un programma di assunzioni. C’è, tuttavia, un altro requisito che deve essere rispettato: l’azienda, infatti, deve accettare di assumere su di sé l’onere del pagamento della pensione che viene anticipata.

Come evitare nuovi esodati

Il rischio potenziale è quello di generare nuovi esodati, ma la norma include a tal proposito una clausola ad hoc: le leggi, infatti, non possono mai cambiare i requisiti necessari per usufruire del diritto alla pensione in vigore nel momento in cui si decide di aderire all’uscita con scivolo aziendale. Viene istituito, inoltre, il contratto di espansione, per il quale è richiesta la firma del ministero del Lavoro. All’interno del contratto deve essere specificato il numero di assunzioni previste, siano esse con contratto di apprendistato, siano esse a tempo indeterminato. L’obiettivo del contratto deve essere sempre quello di rinnovare l’azienda.

Come si ottiene la pensione anticipata

Per quel che riguarda l’importo della pensione anticipata, esso è lo stesso rispetto a quello che viene maturato all’uscita. Insomma, la sperimentazione sembra essere in grado di garantire diversi vantaggi, ma va detto che, per il momento, tale forma di prepensionamentoinedita varrà unicamente fino al prossimo anno. Secondo l’emendamento i lavoratori si devono trovare al massimo a 84 mesi dal momento della pensione: con la risoluzione del rapporto di lavoro, il datore deve riconoscere un’indennità mensile, fino a quando si raggiunge il primo diritto a pensione. Tale indennità può essere liquidata anche in una soluzione unica, e deve essere commisurata al trattamento pensionistico che il dipendente ha maturato fino a quel momento.

Quanto costeranno le pensioni anticipate

Per questa misura è stato stanziato un finanziamento di 40 milioni di euro per il 2019, mentre per il 2020 ne sono stati previsti 30. La possibilità di anticipare le uscite non è la sola di cui si può usufruire: è contemplata, infatti, anche la riduzione oraria. I contratti di espansione che le aziende dovranno concordare con i sindacati saranno consentiti unicamente nel caso di una modifica di carattere strutturale dei processi aziendali orientati allo sviluppo e al progresso tecnologico. Il termine per la conversione in legge del decreto crescita è per il 30 giugno: nelle prossime settimane, quindi, si avrà un verdetto definitivo, in un senso o nell’altro.

Addio Fornero

La differenza più importante rispetto a ciò che prevedeva la legge Fornero va individuata nel fatto che, per le aziende, il contratto di espansione si dovrebbe dimostrare meno oneroso dal punto di vista economico di quanto non lo fosse l’isopensione contemplata dalla Fornero, poi cambiata due anni fa per allungare il periodo di prepensionamento, passato da 4 anni a 7. Nell’emendamento al decreto crescita, tra l’altro, non ci sono riferimenti a fidejussioni che devono essere depositate all’Inps.

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