Lavorare in Svizzera: trasferirsi e andare a vivere in Svizzera

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Chi vorrebbe cercare offerte di lavoro in Svizzera ha la possibilità di trovare tutte le informazioni di cui ha bisogno sul sito dell’Eures, il portale europeo della mobilità professionale. Tra i suggerimenti che si possono reperire, sono molto preziosi quelli relativi alle modalità con cui cercare casa, ma anche le indicazioni relative alla condizione complessiva del mercato del lavoro. In alternativa, si può fare affidamento sul sito del Seco, l’autorità svizzera del mercato del lavoro, che mette a disposizione un ampio assortimento di spiegazioni che riguardano i contratti di lavoro, le malattie, le tredicesime, le ferie, i diritti sindacali, le polizze assicurative contro gli infortuni e così via. Grazie a tali informazioni è possibile conoscere gli obblighi e i diritti dei lavoratori, oltre che dei datori di lavori.

I contratti di lavoro in Svizzera

Il codice delle obbligazioni specifica quali sono le tipologie di contratto di lavoro principali: il contratto collettivo di lavoro, il contratto individuale di lavoro e il contratto normale di lavoro. Vale la pena di tener presente che la legge sul lavoro elvetica include le norme relative al lavoro giovanile, alla protezione generale dei lavoratori e alla tutela delle madri che allattano e delle donne incinte.

Cosa è bene sapere prima di trasferirsi in Svizzera

Come noto, sono tre le regioni linguistiche in cui è suddivisa la Svizzera: quella francese, quella tedesca e quella italiana. Ci sono, inoltre, le valli del Canton Grigioni, dove la lingua più diffusa è il romancio. Il franco svizzero è la valuta corrente: 1 franco corrisponde più o meno a 86 centesimi di euro. Tra le città più importanti del Paese, oltre alla capitale Berna, ci sono San Gallo e Zurigo, ma anche Lucerna e Losanna, senza dimenticare Basilea e Ginevra. Il reddito pro capite si aggira attorno ai 67mila euro, sfiorando gli 80mila franchi svizzeri: ecco perché la terra di Guglielmo Tell è uno dei Paesi al mondo più attrattivi dal punto di vista economico.

Dove andare a vivere in Svizzera

Secondo l’Economist Intelligent Unit, che anno dopo anno stabilisce in che modo i Paesi garantiscono ai propri cittadini le opportunità migliori a livello di prosperità economica, sicurezza e salute, Ginevra e Zurigo meritano di essere annoverate nella top ten tra le città de mondo più vivibili. Il livello di disoccupazione nel Paese è uno dei più bassi del Vecchio Continente, superando di poco il 2 per cento, a fronte di una media europea più alta di 6 punti percentuali. Un terzo della forza lavoro proviene dal settore secondario, mentre gli altri due terzi riguardano il terziario. Le tasse sui redditi risultano molto più basse rispetto alle tasse italiane, con una aliquota imposta federale diretta pari all’8.5 per cento.

Quanto si guadagna in Svizzera?

Per sapere quanto si può guadagnare andando a lavorare in Svizzera è necessario, ovviamente, tenere conto del tipo di mansione in cui si è impiegati. Per un insegnante, per esempio, il salario medio è superiore ai 4mila euro, oltre i 5mila franchi svizzeri, almeno nel Canton Ticino. Infatti, ci sono differenze anche molto significative a seconda della città in cui si vive e lavora: quello stesso insegnante a Zurigo guadagnerebbe oltre mille franchi in più. Il fatto è che i salari della Svizzera sono tra i più elevati al mondo. Per paradosso, però, è molto più conveniente lavorare come insegnanti che studiare medicina. Lo stipendio medio di un medico di base, infatti, non supera i 5.560 euro al mese, appena poco più di 1.000 euro in più rispetto a un dipendente di ospedale privo di qualsivoglia qualifica. Neppure i muratori se la passano male, con stipendi medi compresi tra i 3.600 euro e i 4.700 euro. I redditi medi in Svizzera sono superati, nel resto del mondo, solo da quelli del Lussemburgo, della Norvegia e del Qatar.

Quanto costa vivere in Svizzera?

Non tutto è oro quel che luccica, però, poiché l’altro lato della medaglia è rappresentato da un costo della vita piuttosto elevato, di certo superiore a quello italiano. In tutto il continente europeo, solo in Finlandia, in Danimarca e in Norvegia il costo della vita supera quello elvetico. Non a caso, la maggior parte delle persone che lavorano in Svizzera ma arrivano da fuori non hanno le risorse economiche per comprare casa, visti i prezzi degli alloggi, ma si limitano a scegliere gli affitti. Va tenuto presente, d’altro canto, che nemmeno i canoni di locazione sono alla portata di tutti. Il prezzo medio di un trilocale in affitto è di circa 1.000 euro, mentre per un bilocale si sfiorano gli 800 euro. Tanti italiani, anche per questo, decidono di optare per la vita da frontalieri, cioè continuano a risiedere nel nostro Paese. Si tratta di un’opportunità che viene colta soprattutto da chi vive nel Varesotto, in Valtellina, nel Comasco e nella provincia di Verbano Cusio Ossola.

I permessi necessari

In funzione dell’accordo sulla libera circolazione delle persone che la Ue e la Svizzera hanno sottoscritto il 21 giugno del 1999, i cittadini dei Paesi membri della Ue hanno il diritto di entrare in Svizzera, viverci e lavorarci. I cittadini italiani, ovviamente, sono inclusi in questo accordo, ma devono comunque richiedere e ottenere un permesso per il lavoro che varia a seconda della durata dell’impiego. Per un’attività di non più di 3 mesi all’anno, però, non serve alcun permesso: semplicemente è indispensabile notificare l’attività tramite una procedura online ad hoc il giorno prima che l’attività inizi. Nel caso in cui, invece, si sia assunti per un periodo superiore a 90 giorni, non si può fare a meno del permesso di soggiorno, che viene rilasciato dallo Stato federale (il cantone) di riferimento. L’arrivo in territorio svizzero deve essere notificato al Comune in cui si risiede prima che si inizi a lavorare e comunque non oltre i 14 giorni successivi alla data di trasferimento. I permessi si distinguono in permessi di dimora e permessi di soggiorno di breve durata.

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