Building Information Modeling: le nuove normative inerenti ai progetti BIM

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L’evoluzione della progettazione digitale

Come i computer hanno rivoluzionato l’edilizia

La digitalizzazione è una realtà che si innesta ormai in tutte le sfere del mondo lavorativo dalla finanza alla gestione delle aziende e alla progettazione. Grazie alla presenza di software specifici anche la realizzazione di edifici e infrastrutture è stata rivoluzionata. Negli ultimi tempi si sente parlare molto di progetti BIM, una realtà a cui gli Architetti, ingegneri e i progettisti si devono ormai confrontare. Ma cos’è il BIM? Quali sono le nuove normative inerenti tale realtà in Italia? E in particolare quali possono essere gli strumenti adatti? Di seguito andremo ad analizzare i singoli aspetti della nuova normativa in modo da comprendere in maniera più ampia i progetti BIM.

Che cos’è il BIM e la nuova normativa

I progetti BIM

Il termine BIM è un acronimo che identifica il Building Information Modeling, ovvero il Modello di Informazioni di un Edificio. È importante considerare che spesso si confonde la parola BIM con i software che vengono utilizzati per la sua attuazione. Ma il BIM è una vera e propria metodologia operativa e non un semplice strumento. Infatti grazie ad esso sarà possibile effettuare una rappresentazione digitale di un edificio che viene realizzata sia dal punto di vista progettuale, che per gli aspetti che riguardano la programmazione, realizzazione e manutenzione. Il BIM non è solo il creare l’immagine di come si identificherà in futuro la costruzione, ma oltre ad essere una rappresentazione tridimensionale del progetto, prevedrà una serie di dati che saranno basilari per realizzare l’edificio in maniera precisa e nei tempi più brevi. Nel BIM quindi saranno presenti i materiali, la struttura portante, le caratteristiche termiche, gli impianti, la sicurezza, la manutenzione, il ciclo di vita, la demolizione e la dismissione della costruzione.

Le nuove normative riguardanti i progetti BIM

La normativa Uni 11337

L’introduzione di un progetto in BIM non solo ha rivoluzionato il sistema di realizzazione di un edificio, ma ha anche portato a una necessità normativa al fine di regolarizzare l’utilizzo dei nuovi sistemi e adattarli agli standard delle costruzioni. La normativa di riferimento è il Decreto BIM del 1°dicembre del 2017 con cui il MIT, Ministero dei Trasporti, ha stabilito l’obbligatorietà della metodologia BIM per la partecipazione alle opere pubbliche. Il Nuovo Codice degli Appalti prevede delle fasi di attuazione nel giro di quattro anni dal 1° gennaio 2019 al 2025.
A questo si affianca l’emanazione della normati UNI 11337 nella quale sono stati specificati i parametri relativi alle competenze dei professionisti che opereranno con il sistema BIM. La normativa pubblicata dall’Ente Italiano di Unificazione è suddivisa in otto parti, nelle quali vengono analizzati gli aspetti qualitativi e quantitativi, con riferimento a qualunque tipologia di progetto, sia riguardante un edificio o un’area territoriale, che un processo come per esempio la riqualificazione di un’area, la conservazione di strutture esistenti o la progettazione di un edificio nuovo. In particolare la normativa identifica al punto 7 i requisiti e le competenze necessarie per le figure professionali che sono strettamente connesse alla progettazione BIM e alle nuove forme di digitalizzazione.

Come progettare in BIM

Quali sono le caratteristiche di un progetto BIM

I progetti BIM prevedono una serie di competenze molto ampie e alla necessità che architetti, ingegneri, progettisti e geometri abbiano la possibilità di avere una formazione adeguata. La progettazione infatti non solo deve essere attuata attraverso software specifici, ma deve permettere una collaborazione tra le diverse figure che sono strettamente connesse con la progettazione e la realizzazione del progetto e del processo. Inoltre sarà necessaria una condivisione digitale in modo da poter permettere lo sviluppo in modo produttivo e più veloce delle singole realtà che sono presenti all’interno del BIM. L’approccio informatico e digitale porta alla necessità di apprendere e conoscere tali strumenti attraverso un corso BIM finalizzato a dare competenze ai soggetti preposti.

Quali sono i software più importanti sul mercato

(Revit di Autodesk, Edificius e usBim, Acca Software, Archicad di Graphisoft, Solibri di Harpaceas)

L’introduzione del Decreto BIM e della normativa UNI 11337 ha delineato nuove realtà professionali spingendo i soggetti legati alla realizzazione di progetti a doversi adeguare a questa nuova realtà, con l’acquisizione di metodologie specifiche. I corsi BIM come per esempio quello che può essere seguito presso il centro di formazione MAC Formazione, permettono di acquisire delle conoscenze specifiche riguardante l’impiego degli strumenti che sono il fulcro della nuova metodologia BIM: i software.
Questi programmi offrono l’opportunità al progettista di riprodurre modelli in 3D di ogni singola fase della progettazione. Il loro utilizzo non è dei più semplici dato che prevedono anche l’impiego di una serie di tools, ovvero strumenti aggiuntivi operativi, necessari al completamento del progetto BIM. In un corso BIM saranno quindi previste le basi per iniziare ad utilizzare i software più diffusi come, Revit di Autodesk, Edificius e UsBim, Acca Software, Archicad di Graphisoft e Solibri di Harpaceas.
tali software non solo sono stati indicati dato che sono tra quelli più diffusi sul mercato e maggiormente utilizzati in un progetto BIM, ma anche perché sono regolamentati dall’associazione internazionale BuidingSMART la quale garantisce sulla loro interattività e sulla possibilità di un impiego che rispecchia gli standard necessari nei progetti BIM.

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