Lavorare senza un titolo di studio, quali sono i migliori impieghi?

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La storia di Fabio Rovazzi insegna che per arrivare al successo non è necessario essere laureati e neppure diplomati. Ciò non deve essere inteso come un disincentivo allo studio, ovviamente, ma solo come la dimostrazione che con pazienza e dedizione è possibile raggiungere tutti gli obiettivi che ci si propone di conseguire, anche dal punto di vista del lavoro. Nel frattempo, una ricerca della Cgia di Mestre ha stilato un elenco dei migliori mestieri che non presuppongono il possesso di alcun titolo di studio: il report dell’Associazione di Artigiani di Piccole Imprese rappresenta la luce in fondo al tunnel per tutti coloro che si ritrovano appena la licenza media tra le mani.

Perché non serve un titolo di studio?

Attenzione, però: il fatto che non ci sia bisogno di un titolo di studio non implica che non si debba studiare o che non sia necessario essere preparati. Più semplicemente, per acquisire la competenza che serve per lo svolgimento della mansione è sufficiente frequentare un corso di formazione. Basti pensare, per esempio al caso del gelataio: i corsi possono durare anche un mese, dopodiché si è pronti per aprire un’attività in proprio e iniziare a destreggiarsi tra fior di latte e stracciatella. Rimanendo in tema di dolci, non è richiesto un titolo di studio neppure ai pasticceri, che possono beneficiare dei numerosi corsi qualificanti messi a disposizione in tutta Italia.

Le estetiste e i tatuatori

Passando al settore della bellezza e del benessere, si incrociano i profili dei tatuatori e delle estetiste. Quello del tatuatore è il lavoro che, nel corso degli ultimi quattro anni, ha conosciuto la crescita più rilevante, ben superiore al 400 per cento. Vale la pena, quindi, di investire un piccolo capitale per ottenere una formazione in questo ambito: il costo di un corso di solito si aggira sui 1.500 euro. La crescita degli anni recenti, per altro, non deve far pensare che il mercato sia già saturo, anzi: le opportunità per i liberi professionisti sono ancora molte. Lo stesso dicasi per coloro che si vogliono cimentare nella carriera di estetista: secondo i sondaggi, i nostri connazionali sono disponibili a spendere meno per i vestiti o addirittura a rinunciare alle visite mediche per risparmiare, ma non intendono dire addio ai trattamenti estetici. Un discorso che vale per le donne ma – sempre più di frequente – anche per gli uomini.

I fornai e i pizzaioli

Se si ama l’odore del pane appena sfornato, quella del fornaio è una mansione che merita di essere presa in considerazione, anche se non ci sono diplomi o lauree da sfoggiare nel curriculum vitae. Gli esperti evidenziano che, almeno da una decina di anni, c’è una grande richiesta di fornai che non viene soddisfatta: per i disoccupati che hanno voglia di lavorare, una bella notizia. Specialmente nelle regioni del Nord le opzioni tra cui scegliere sono molteplici: è possibile cominciare tramite un contratto di apprendistato, il che vuol dire che non serve neppure spendere soldi per frequentare un corso a pagamento. Ovviamente, c’è una condizione da cui non si può prescindere: la disponibilità a lavorare di notte. Per orari un po’ più accettabili (ma comunque diversi da quelli di chi lavora in ufficio) si può percorrere la strada che porta a diventare pizzaioli. Per un corso di questo tipo si deve mettere in preventivo una spesa di circa mille euro. Dopodiché si può scegliere se aprire un’attività o se andare a lavorare in un locale già avviato.

Gli addetti alle pulizie

Anche quella svolta dagli addetti alle pulizie è una mansione che non necessita di alcun titolo di studio. Negli ultimi anni è aumentato del 200 per cento il numero di persone occupate in questo ambito, ma prima di lasciarsi andare a facili entusiasmi è bene sapere che di frequente i contratti previsti sono part time, con poche ore al giorno di lavoro.

Gli assistenti socio-sanitari

ASA e OSS non devono essere diplomati, e neppure le badanti: per poter lavorare, tuttavia, hanno bisogno di un attestato che viene rilasciato dopo che si è frequentato un corso ad hoc. In un Paese come l’Italia in cui l’età media cresce sempre di più e la popolazione invecchia, optare per questo percorso lavorativo potrebbe non essere una scelta sbagliata. I corsi in genere hanno una durata di 1.000 euro.

I montatori di mobili e i serramentisti

Infine, vale la pena di menzionare i serramentisti e i montatori di mobili: anche nel loro caso l’aver frequentato le scuole superiori o l’università non è un requisito importante. Basta aver voglia di faticare e acquisire sul campo le capacità necessarie.

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