Mondo Lavoro

Come diventare medico del lavoro

Medico del lavoro

Il medico del lavoro, indicato anche con l’attributo di medico competente, è un professionista a cui spettano mansioni di notevole importanza e di responsabilità significative: anche per questo motivo la sua retribuzione si mantiene su standard medio alti. I compensi medi nel caso di chi lavora con un contratto a tempo indeterminato come dipendente si aggirano attorno ai 4mila euro netti al mese, ma possono arrivare a 5mila euro netti al mese per un medico che può vantare una certa esperienza. Va detto, però, che parecchi medici del lavoro operano anche in qualità di liberi professionisti: ciò fa lievitare i loro compensi, per i quali non è possibile indicare una cifra univoca (poiché dipende tutto dagli onorari che vengono applicati).

Che cosa fa il medico del lavoro

Sono numerose le mansioni di un medico del lavoro, che è chiamato a occuparsi di esami biologici e clinici, ma anche dello svolgimento di visite e di tutte le indagini diagnostiche che vengono reputate utili. Non possono essere dimenticati, inoltre, gli obblighi di informazione: un medico del lavoro, infatti, è tenuto a informare in forma scritta i lavoratori, i datori di lavoro e tutti coloro che sono coinvolti nella sicurezza sul lavoro. L’azienda, attraverso la valutazione compiuta dal medico, è in grado di scoprire se i propri dipendenti sono in grado di continuare o cominciare il proprio lavoro.

Il percorso di formazione

Chi ha intenzione di diventare medico del lavoro deve sapere che il percorso formativo e professionale da cui è atteso è destinato a rivelarsi lungo e complesso, come avviene per tutte le branche della medicina. Tuttavia il giusto mix di competenza, attitudine e dedizione fa sì che ci si possa imbattere in opportunità di notevole interesse, anche dal punto di vista della soddisfazione economica.

I compiti del medico del lavoro

I medici del lavoro collaborano con i datori di lavoro e sono impegnati nella valutazione dei rischi delle aziende: proprio per questo motivo tali figure sono presenti in tutte le imprese. I medici del lavoro devono visitare i lavoratori e verificare il loro stato di salute. Essi vengono nominati da chi sta a capo dell’impresa e dal soggetto a cui spetta l’obbligo di garantire ai propri lavoratori la sorveglianza sanitaria. Non è detto che il medico del lavoro sia sempre un dipendente del datore di lavoro: si può trattare, infatti, anche di un libero professionista o di un collaboratore esterno che fornisce le proprie prestazioni in strutture che sono convenzionate con le aziende.

Di che cosa si occupa il medico competente

Al medico competente spetta l’onere di stabilire se i lavoratori che vengono esaminati sono adatti a svolgere le mansioni a cui sono deputati. Egli, però, non si limita ad assegnare l’idoneità lavorativa, ma si occupa anche di tenere sotto controllo lo stato di salute dei lavoratori una volta che l’idoneità è stata concessa. Le mansioni svolte dal medico del lavoro di solito si ripetono una volta all’anno o una volta ogni due anni.

Quali lavoratori vengono sottoposti ai controlli

I muratori, i fabbri e i falegnami rientrano tra i lavoratori che vengono sottoposti più di frequente a controlli di questo tipo, che tuttavia possono riguardare anche gli operai, i magazzinieri, i trasportatori, i disegnatori e coloro che lavorano nelle aziende con muletto.

Come si diventa medico del lavoro

Qualunque sia il tipo di carriera medica che si ha intenzione di intraprendere, per cominciare è necessario sostenere e superare i test di accesso programmato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In questo modo si ha la possibilità di iscriversi alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ateneo scelto e studiare fino a ottenere il diploma di laurea. A questo punto, però, la trafila della formazione non è certo conclusa: è necessario, infatti, sostenere un esame di idoneità, superato il quale ci si può iscrivere presso l’Albo dei Medici. Una volta che tale iscrizione è andata a buon fine ci si può ritenere abilitati allo svolgimento della professione medica.

Il passaggio da medici a medici del lavoro

Non tutti i medici, però, possono esercitare in qualità di medici del lavoro. Dopo che sono stati ottenuti tutti i titoli richiesti per diventare medici, infatti, è necessario frequentare una scuola di specializzazione in medicina del lavoro. Una scuola di questo tipo è concepita e strutturata in modo da garantire agli specialisti una formazione adeguata, basata su conoscenze professionali, scientifiche e teoriche in vari campi. Si spazia, infatti, dalla radiobiologia alla tossicologia, passando per la medicina legale e la terapia d’urgenza, senza dimenticare la chimica industriale e tecnologica. Ma nel novero delle competenze che si richiedono a un medico del lavoro ci sono anche quelle che riguardano la statistica e la metodologia epidemiologica, la terapia e l’organizzazione del primo soccorso, la clinica delle malattie da lavoro, l’igiene del lavoro, la clinica medica con le branche specialistiche e la psicologia del lavoro.

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